Gluten free Expo, i pro ed i contro

Pro:

Scoprire cose nuove; tanti espositori, tanti prodotti e tante novità. Le aziende che partecipano sono in via di massima molto generose e durante tutta la giornata si sono susseguiti assaggi in quantità. Rispetto all’anno scorso sono stati elargiti pochissimi prodotti omaggio, quasi nessuno, ma ho assaggiato tante cose buone. Adesso, non so se mi sta cambiando il palato, ma rispetto ai primi tempi della diagnosi, mi inizia a sembrare tutto buono. Forse mi sono abituata ai nuovi sapori, ma è innegabile che ci sia più studio sui prodotti e di anno in anno è possibile riscontrare netti miglioramenti. Gli oscar di milano senza glutine vanno a (fortunelli!!):

La migliore pizza: Linea Greenflute della CELIACOM (e vi giuro che non lo dico solo perché sono molisana!) http://www.celiacom.com/it/green-flute-prodotti-erogabili/.  Una pizza deliziosa, fragrante e leggera. La cosa che mi ha conquistata? L’aroma di un buon olio d’oliva all’assaggio, cosa molto rara.

La migliore pasta ripiena: Pasta fresca di Armando de Angelis. Una piacevolissima sorpresa. Penso che il migliore complimento che possa fare ad un prodotto senza glutine sia: “Sembra vero!” ed in questo caso è totalmente meritato.

Il clima; Ohi ragazzi, è tutto senza glutine. Sembra una banalità, ma è una consapevolezza rilassante. Non devi stare lì a chiedere, informarti, spiegare. Sono entrata in un trip per il quale mi sono risentita meno sfigata. Ci sono tante aziende che studiano e lavorano per rendere la nostra vita più semplice, migliorando l’offerta sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Noto con piacere una sempre crescente attenzione alla creazione di prodotti buoni con ingredienti sani. Finalmente si fa un ampio ricorso alle fibre vegetali, all’integrale e ad ingredienti che siano il più possibile naturali. 


L’area espositiva: grande, ben organizzata. Quest’anno una bella navetta gratuita garantiva gli spostamenti dall’entrata di Rimini fiera fino all’ingresso ovest, per una maggiore comodità. Inoltre sono stati risolti i problemi che si erano verificati l’anno scorso per l’accesso, accantonate le code interminabili, è filato tutto liscio come l’olio.


Contro:

Gli showcooking: non so se sono stata particolarmente sfortunata con la giornata, ma devo dire che rispetto all’anno scorso sono stati una reale delusione. Per sintetizzare in una parola la loro funzione mi viene un solo termine, seppur poco elegante: marchette. E ci sta: le aziende sponsorizzano questi spazi ed è giusto che abbiano un ritorno pubblicitario, è sacrosanto che il loro prodotto si veda e possa essere apprezzato, ma, francamente, se si riduce tutto a questo, allora non ha alcun senso. Assistere ad uno show in cui si limitano a riscaldare un prodotto bello e confezionato, parlando tutto il tempo di quantèbonaquant’èbellacodestaazienda, senza dare nessuno spunto valido, nessun consiglio pratico… è una perdita di tempo. Rimani seduto tanto per riposare un po’ le gambe, diciamoci la verità. Unica eccezione, lo showcooking di Marcello Ferrarini, che pur presentando un prodotto confezionato, ci ha deliziato con accostamenti superbi ed ha dispensato qualche utile consiglio per quando siamo in cucina (Come cuocere una pasta perfetta? Non lesinare sulla quantità di acqua ed aggiungere un goccio d’olio).


I laboratori: Non pervenuti. No, sul serio. Ce ne sono? Se si, dove e quando, perché io francamente non ho visto nulla, se non un simpatico lab destinato a bambini, per il quale penso di essere un po’ cresciutella.

La vippitudine: Me ne ero resa conto da parecchio, dopo una fervente discussione su internet con una tizia dai toni  “Lei non sa chi sono io!” e confermo la tendenza. Il senza glutine è un mondo strano, nelle quali ristrette cerchie di amici coltivano il proprio orticello, non si capisce bene per quale motivo. Non credo si tratti di un ritorno economico, francamente non mi pare che ci possano essere grandi vantaggi per chi si occupa a livello amatoriale di queste cose. Forse è la voglia di protagonismo che anima certi favoritismi e le ampie pacche sulle spalle che si scambiano certe strambe figure senza arte o parte.
Si salvano da questo ragionamento l’AIC e soprattutto i suoi volontari, e colgo l’occasione anche per fare un plauso personale a chi gestisce i gruppi Facebook di mutuo aiuto come CELIACHIA: PRIMI PASSI. Se non fosse stato per loro non avrei mai capito come iniziare correttamente la dieta, molto spesso si esce dallo studio del  gastroenterologo più confusi di prima.

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