La Colubrina, esperienza vegana


Dopo tanto girovagare, torniamo a Milano. In via Felice Casati c’è La Colubrina, un delizioso ristorantino con un atmosfera da bistrot, i tavoli rossi ed un imponente camino nero.

La Colubrina propone cucina vegana e non solo, anche primi e secondi di carne e pesce, ma la parte vegana è particolamente ricca, specialmente per i celiaci. Nel menu infatti, le opzioni senza glutine sono contrassegnate dalla presenza di una spiga barrata ed è facile constatare che se la maggior parte delle pietanze vegane è disponibile senza glutine, lo stesso non si puó dire per la cucina tradizionale, che manifesta pochissime alternative di scelta.

Alla fine devo dire che questo non rappresenta necessariamente un problema, specialmente perché è difficile trovare cucina vegana senza glutine. 

E quindi, perché non provare? Ammetto che non nutrivo una grossa simpatia per i ristoranti vegani. Mi piace cercare un’alternativa vegetariana talvolta, anzi posso candidamente ammettere che a volte la prediligo rispetto alla carne. Le mie motivazioni non sono di ordine etico ma di gusto, nel senso che non impazzisco per la carne e ne posso serenamente a meno. Mi piace quindi la cucina vegetariana, adoro i sapori, anche se è difficile trovare buona cucina vegetariana in giro per ristoranti.

Per il vegano invece, lo ammetto, nutrivo una specie di idiosincrasia. Forse perché, essenzialmente, se posso rinunciare alla carne mi sembra impossibile dover rinuncire a uova, formaggi e latte. Immaginavo che eliminando del tutto i prodotti di origine animale si dovesse anche rinunciare al sapore. E invece questa esperienza mi ha piacevolmente sorpreso. 

Abbiamo cominciato con un antispasto che si è rivelato davvero gustoso, delle polpettine di quinoa e fiori di zucca su un letto di zucchine. Erano veramente sfiziose e ricche di sapore. Promosse a pieni voti.

L’altro antipasto consisteva in delle focaccine di ceci. Buone eh, ma francamente mangiate un paio ti veniva immediatamente lo stufo. Erano proprio ceciose ceciose, un po’ gnucche oso dire. Dovrebbero proporle in accompagnamento con qualcosa di fluido, o per lo meno segnalare in carta che sono consigliate per essere mangiate al posto del pane magari.

Come portata principale una lasagnetta di teff e un’insalatona su cui non posso che pronunciarmi bene, una piccola postilla sulla dimensione della lasagnetta: e metticele due sfogliette in più che c’abbiamo fame. Insomma, porzioni non piccolissime ma francamente un cicinin in più non guasterebbe. 

Purtroppo non so che fine ho fatto fare alle foto dei piatti, non me le ritrovo in memoria e questo mi spiace, perché erano davvero belli alla vista. Ma, miracolo, qualcosa si è salvato: la foto del nostro dolcino. 
Cheesecake vegana alla pesca. Oh ragazzi, veramente buona. Non ho idea di cosa cacchio ci fosse ma mi ha lasciata appagata e senza troppi sensi di colpa.

Alla fine della cena il mio giudizio sulla cucina vegana è stato (in parte) ribaltato. Ammetto che non è una cucina insapore, ma devo anche dire che qualcosa era meglio e qualcosa era peggio. Ci torneró, perché sono curiosa e perché tutto sommato ho mangiato bene e dopo mi sono sentita leggera.

Note dolenti: il costo. In sè non posso dire che sia altissimo, ma quando fai due conti ti rendi conto che fondamentalmente sono verdurelle costosette. Vabbè, ci vuole sapiente maestria a cucinarle bene, quindi via, tocca passarci su. 

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