Peperino Pizza & Grill: “vuoi che muoro?”

Dopo un lungo silenzio stampa  torno oggi con una recensione su una delle pizzerie più conosciute di Milano per quanto riguarda la cucina senza glutine. Voglio fare una premessa necessaria: ho scoperto questa pizzeria attraverso il passaparola e devo dire, per amor del vero, che mi era stato consigliato caldamente ed i pareri erano ottimi. Mi sono approcciata carica di aspettative che purtroppo sono andate in gran parte disattese.

insegna

Partiamo dai punti positivi:
La location è centralissima, di fronte ad Eataly Smeraldo, a due passi da Corso Como. Se dovessi descrivere il suo arredamento lo paragonerei al moderno/ rustico tanto in voga nelle catene come Rossopomodoro e Fratelli la Bufala, un po’ stereotipato ma comunque gradevole e accogliente. Non consiglio il locale per una cenetta intima, il locale è grande e dispersivo e tende ad essere rumoroso, si presta maggiormente a tavolate di amici per buone serate in compagnia.

Il menu senza glutine è ricco e variegato; http://www.peperinopizza.it/files/admin/allegati/20130924114427_Peperino_men_MI_Senza_Glutine_WEB.pdf. I Punti forti sono senz’altro la pizza e la carne alla griglia, ma troviamo anche antipasti e primi. La varietà è notevole ed apprezzabile, non penso vi troverete in disaccordo se dico che siamo persone abituate ad accontentarci ed è piacevole, una volta tanto, avere tanta scelta. Una piccola postilla, magari un refuso insignificante ma preferisco segnalarlo: se prendo un menu senza glutine, mi aspetto che tutto quello che è segnato al suo interno sia assolutamente sicurissimo: noto con un certo disappunto che tra le bevande è proposta la coca cola light, che è un prodotto a rischio. Spero e credo che sia solo un errore che magari è corretto dal gestore in fase di ordinazione, ma è un’inesattezza potenzialmente pericolosa che spero correggeranno.

Mi tocca ora però snocciolare le note dolenti, e lo faccio anche con un certo imbarazzo. Noi celiaci ci troviamo in una posizione di sudditanza psicologica nei confronti dei ristoratori, come se chi cucina anche per noi ci facesse un favore. CI sentiamo come se non fossimo in diritto di lamentarci, come se dovessimo sempre apprezzare gli sforzi degli esercenti e non protestare se le cose non vanno. Beh, oggi io voglio uscire da questo loop, perchè se pago nessuno mi fa un favore e mi trovo nella posizione di giudicare, in special modo quando il giudizio negativo riguarda aspetti del ristorante che colpiscono indiscriminatamente celiaci e non.

Il servizio è pessimo: Attesa infinita per ordinare, tre quarti d’ora per avere l’antipasto, altra mezz’ora per ricevere la pizza. Alla fine, io ed il mio compagno eravamo seccati e non vedevamo l’ora di andarcene (per non tornare più probabilmente: non ho intenzione di passare un’altra serata del genere, e non so se fosse una serata sfortunata, ma non ho intenzione di ritentare la sorte per rifare quest’esperienza). Non consideriamo poi che la pizza del mio ragazzo (con glutine) è arrivata molto prima della mia, che sono rimasta in attesa, affamata, a supplicarlo di mangiare prima che la sua diventasse fredda ed immaginabile.

Il cibo: la prima delusione è arrivata con l’antipasto. Abbiamo ordinato un fiordilatte al forno con prosciutto cotto senza glutine,quello che è arrivato al tavolo era un qualcosa di inguardabile, una mozzarellona semisciolta adagiata in una pozza della sua acqua venuta fuori con la cottura, tagliata a metà con dentro qualche ritaglio di prosciutto cotto. Il sapore era del tutto insignificante ed avere speso 7 euro e 50 per una simile presa in giro mi ha ulteriormente indisposta, ma ho deciso di stare serena e prepararmi a degustare il piatto forte, la pizza. Come dicevo, dopo un’attesa infinita finalmente mi è stata servita (con una certa malgrazia) e l’aspetto era davvero promettente! Purtroppo però, anche qui non posso definirmi soddisfatta: non era male, i condimenti erano abbastanza buoni ma la pasta era semicruda all’interno (tipico delle pizze gluten free cotte male) e dal sapore dolciastro predominante (probabilmente l’impasto è a base prevalente di farina di mais, e qui sono scelte non contestabili, c’è a chi piace più e a chi meno, io appartengo alla seconda categoria).

Ci alziamo per pagare e come se non avessimo già perso abbastanza tempo, dobbiamo anche attendere che la cassiera finisca la sua chiacchierata con gli amici prima che ci permetta di pagare. Mi aspettavo la domanda classica “Tutto bene?” che non è arrivata, dimostrando per l’ennesima volta che l’attenzione al cliente  è pari a zero.

Non credo che tornerò dato che ho passato una serata a dir poco stressante e di pizzerie senza glutine a Milano ce ne sono parecchie. Ma sia ben chiaro, non invito nessuno ad emularmi: provateci, assaggiate i loro piatti e fatevi una vostra idea: aiutiamo anche questi gestori a cambiare e capire come possono migliorarsi.

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2 pensieri su “Peperino Pizza & Grill: “vuoi che muoro?”

  1. Complimenti per la recensione. Ho deciso di seguire il tuo consiglio e andarci una sera per farmi un’idea ma avrei una domanda per te. La pizza senza glutine, cottura a parte, era una pizza napoletana col cornicione come quella del tuo ragazzo o la solita solfa che si può trovare anche altrove ? Grazie in anticipo della tua risposta. CIAO

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